Dal 5 all’8 maggio 2026, a New York, si terrà il secondo International Migration Review Forum (IMRF), principale spazio delle Nazioni Unite dedicato alla verifica del cammino del Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration. Il Forum sarà preceduto, il 4 maggio, da un’udienza multi-stakeholder, momento di ascolto e confronto tra istituzioni, società civile e altri attori impegnati sul tema migratorio.
In questo percorso, l’IMRF rappresenta un passaggio importante non solo sul piano istituzionale, ma anche un’occasione concreta per riportare al centro le esperienze vissute ogni giorno nei territori, lungo le rotte migratorie e nelle comunità di accoglienza. Per la Fondazione Scalabriniana, significa contribuire affinché le storie, le ferite, le speranze e la dignità dei migranti e dei rifugiati non restino ai margini del dibattito internazionale, ma possano entrare negli spazi in cui si elaborano orientamenti e responsabilità condivise.
In vista di questo appuntamento, la Fondazione Scalabriniana partecipa, insieme ad altre reti e organizzazioni ecclesiali e della società civile, alla preparazione di un side event in programma a New York il 5 maggio 2026. L’iniziativa, dal titolo Walking with the Messengers of Hope: Faith Communities Respond to the Reconfiguration of Migration in the Americas, intende offrire uno spazio di dialogo sul ruolo delle comunità di fede di fronte alle trasformazioni delle migrazioni nelle Americhe, mettendo in luce esperienze concrete di protezione, accoglienza, accompagnamento, integrazione e difesa dei diritti.
Il side event nasce in un contesto segnato da politiche migratorie sempre più restrittive, dalla securitizzazione della mobilità umana e da processi di esternalizzazione delle frontiere che, soprattutto nelle Americhe, stanno aumentando vulnerabilità, violenze e ostacoli all’accesso alla protezione internazionale. In questo scenario, il contributo delle organizzazioni basate sulla fede appare particolarmente rilevante: attraverso reti territoriali, case di accoglienza, servizi di orientamento, protezione umanitaria e accompagnamento pastorale, esse continuano a sostenere una presenza concreta accanto alle persone in movimento.
Per la Fondazione Scalabriniana, il cammino verso l’IMRF è quindi anche un’opportunità per rafforzare un lavoro di rete capace di far dialogare dimensione locale e dimensione globale. Portare a New York testimonianze raccolte nei contesti di missione significa contribuire a una riflessione internazionale più aderente alla realtà e promuovere percorsi di advocacy fondati sull’ascolto, sulla tutela dei diritti e sulla responsabilità condivisa.
Oltre l’appuntamento di maggio, questa partecipazione conferma l’impegno della Fondazione nel costruire ponti tra le comunità locali e gli spazi decisionali internazionali, affinché la voce dei migranti e dei rifugiati possa incidere realmente nei processi che riguardano la loro vita. Perché ogni azione di advocacy, per essere autentica, deve nascere dalla realtà, custodire la dignità delle persone e tradursi in scelte concrete di giustizia, protezione e speranza condivisa.
Di seguito, la locandina del side event promosso nel cammino verso l’IMRF 2026, segno concreto di un impegno condiviso per riportare al centro le voci, le esperienze e i diritti delle persone migranti.

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