Nel territorio di Siracusa, l’impegno della Fondazione Scalabriniana continua a tradursi in una presenza concreta accanto ai migranti, soprattutto nei contesti più fragili. In questo cammino, i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica rappresentano un sostegno prezioso: permettono infatti di rafforzare percorsi di accoglienza, accompagnamento e inclusione, trasformando la solidarietà in azioni quotidiane e concrete. È anche così che il carisma scalabriniano continua a farsi vicino ai migranti e ai rifugiati, nei luoghi in cui il bisogno chiede ascolto, prossimità e speranza.
A raccontare questa realtà è Suor Monica mscs, che descrive un contesto oggi diverso da quello degli anni passati. A Siracusa, spiega, si registra un calo degli arrivi: a Lampedusa gli sbarchi continuano, ma nella fase di smistamento i migranti non vengono al momento inviati in città. Eppure, anche in questo scenario, la missione non si interrompe. Nei primi mesi del 2026, attraverso il corso di lingua, il contatto con il centro di accoglienza della Diocesi e altre forme di supporto sul territorio, sono stati accompagnati circa venti migranti provenienti da contesti diversi, tra cui Sri Lanka, Tunisia e Pakistan.
Dall’esperienza quotidiana emergono con chiarezza anche i bisogni più urgenti. Il primo è il supporto linguistico: imparare l’italiano è spesso il passo iniziale per orientarsi, comunicare e iniziare un percorso più stabile. A questo si aggiungono il bisogno di cure mediche, soprattutto per alcune famiglie con figli, e la necessità di vestiario, che resta una richiesta concreta e frequente.
L’accompagnamento, sottolinea Suor Monica mscs, prende forma a partire dalla vulnerabilità di ciascuna situazione. Il corso di lingua è una delle prime risposte, ma accanto a questo ci sono anche il sostegno nella ricerca di un lavoro, l’aiuto con i documenti e un orientamento costruito caso per caso. Quando i migranti sono accolti in strutture dedicate, parte del percorso viene seguito direttamente dai centri di accoglienza; in altri casi, resta essenziale una presenza di prossimità capace di leggere i bisogni reali e accompagnarli con continuità.
È proprio in questa quotidianità che si riconosce il valore più profondo del progetto sostenuto con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Non si tratta soltanto di sostenere attività, ma di rendere possibile una presenza evangelica concreta accanto ai migranti, fatta di ascolto, orientamento e piccoli passi condivisi. Nel più ampio orizzonte di #hopeandact, questo impegno si inserisce in un percorso che promuove solidarietà, inclusione e tutela dei diritti, confermando che anche attraverso l’8xmille la Chiesa può essere segno vicino e tangibile di speranza per i più vulnerabili.
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