Verso una governance della mobilità umana centrata sulla dignità, sui diritti e su una Cultura della Migrazione
Preambolo
Lo Scalabrinian International Migration Network (SIMN) e la Fondazione Scalabriniana, ispirate ai valori della Chiesa Cattolica dell’Accoglienza, della Promozione, della Protezione e dell’Integrazione delle persone migranti e rifugiate, presentano la presente Dichiarazione Congiunta nell’ambito del II Forum di Riesame della Migrazione Internazionale (FEMI 2026).
Principi Guida
Riaffermiamo il Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare quale quadro cooperativo non vincolante che orienta la governance migratoria globale, fondato su principi trasversali e interdipendenti: approccio centrato sulla persona, diritti umani, sviluppo sostenibile, prospettiva di genere e dell’infanzia, Stato di diritto, cooperazione internazionale e approcci di governo integrato e dell’intera società.
Riconosciamo che tutte le persone migranti, indipendentemente dal loro status migratorio, sono titolari di diritti umani, e riaffermiamo l’obbligo di rispettare, proteggere e garantire la loro dignità, sicurezza e libertà fondamentali, senza alcuna discriminazione.
Diagnosi Condivisa
Constatiamo che, sebbene dal 2018 siano stati compiuti progressi reali ma disomogenei nell’attuazione del Patto Mondiale, persiste un divario strutturale tra gli impegni assunti e le pratiche effettivamente implementate, in particolare nei contesti di transito, ritorno e forte pressione politica.
Riteniamo che le attuali pratiche di deportazione ed esternalizzazione siano incompatibili con il rispetto dei diritti umani delle persone in mobilità.
Confermiamo, sulla base delle evidenze presentate, che senza inclusione sociale non può esistere una governance migratoria sostenibile e che l’esclusione accresce l’irregolarità, lo sfruttamento e la xenofobia, mentre un’inclusione fondata sui diritti rafforza la coesione sociale e apporta benefici all’insieme delle comunità.
Promuoviamo un’attenzione differenziata nei confronti dei gruppi in condizioni di maggiore vulnerabilità (minori non accompagnati, donne e persone LGBTQIAPN+).
Riconosciamo inoltre che persistono sfide critiche: insufficienza di canali sicuri e regolari, detenzione migratoria, deportazioni — incluse quelle di bambini, bambine e adolescenti — morti e sparizioni lungo le rotte migratorie, sfruttamento lavorativo, ritorni non sicuri, carenze nei dati e utilizzo di tecnologie di controllo delle frontiere che comportano rischi per i diritti umani.
Sottolineiamo l’incompatibilità tra la detenzione in contesti migratori e il superiore interesse del minore, riaffermando che la privazione della libertà di bambini, bambine e adolescenti è contraria al loro superiore interesse e agli standard internazionali in materia di diritti umani.
Impegni e Orientamenti Strategici
Alla luce del FEMI 2026, affermiamo una visione globale della governance della mobilità umana centrata sulla dignità e sui diritti delle persone e delle famiglie migranti, articolata nei seguenti impegni:
1. Inclusione come condizione della dignità umana
Sosteniamo che l’inclusione non sia una misura opzionale, bensì una condizione intrinseca della dignità umana, che deve tradursi in: a) accesso effettivo ai servizi essenziali, con meccanismi di separazione rispetto ai controlli migratori; b) politiche di regolarizzazione e canali legali quali strumenti di integrazione; c) riconoscimento del ruolo centrale dei governi locali e della società civile; d) promozione di narrazioni responsabili per contrastare la xenofobia.
2. Canali sicuri, ordinati e regolari basati sui diritti
Esortiamo ad ampliare e diversificare i canali di mobilità lavorativa, educativa, umanitaria e di ricongiungimento familiare, dando priorità alle persone in situazioni di vulnerabilità e riducendo procedure complesse, onerose e discriminatorie.
Raccomandiamo che la documentazione per tutte le persone in mobilità sia immediata e accessibile, al fine di facilitare l’accesso effettivo a diritti fondamentali quali la salute, l’istruzione, l’alloggio e il lavoro.
Nessuno dovrebbe essere privo di documentazione nel proprio Paese.
3. Lavoro dignitoso ed eliminazione dello sfruttamento
Riaffermiamo la necessità di eliminare le commissioni di reclutamento, garantire condizioni di lavoro dignitose e proteggere le persone migranti impiegate in settori altamente precarizzati, con particolare attenzione alle donne migranti e ai minori migranti.
4. Protezione integrale e fine della detenzione di bambini, bambine e adolescenti
Ribadiamo l’impegno a porre fine alla detenzione dei minori migranti, privilegiando alternative non detentive e approcci sensibili all’infanzia e al genere in tutte le fasi della migrazione e del ritorno.
5. Cultura della Migrazione
Ci impegniamo a promuovere una Cultura della Migrazione, intesa quale quadro sociale, politico e culturale che: a) riconosce il contributo delle persone migranti quali agenti di sviluppo; b) combatte la disinformazione, il razzismo e la xenofobia, prevenendo ogni forma di violenza; c) promuove la coesione sociale, la partecipazione e il dialogo interculturale.
Questa cultura è fondamentale per il periodo 2026–2030, che concepiamo come il ciclo dell’inclusione, in particolare nelle regioni di origine, di transito e di ritorno della migrazione.
6. Attenzione differenziata a donne, bambine e bambini
Ribadiamo l’urgenza di rafforzare le politiche migratorie mediante un approccio differenziato volto a garantire una migrazione più sicura per donne, bambine e bambini, nonché attività specifiche di accoglienza, inclusione, assistenza psicologica e monitoraggio dei processi di integrazione e di remigrazione.
Appello all’Azione
Esortiamo agli Stati, al sistema delle Nazioni Unite e a tutte le parti interessate di passare dal consenso normativo all’azione concreta, attraverso un’attuazione effettiva, una cooperazione internazionale fondata su rotte migratorie sicure, processi trasparenti di governance migratoria e una volontà politica sostenuta che traduca gli impegni del Patto Mondiale in risultati tangibili per le persone migranti e per le comunità di origine, transito e destinazione.
SIMN – Fondazione Scalabriniana
Maggio 2026