In un tempo di profonda incertezza globale e conflitti che mettono drammaticamente in luce i rischi crescenti della dipendenza dai combustibili fossili, una coalizione di oltre 100 organizzazioni cristiane provenienti da 20 Paesi dell’UE ha lanciato, per la prima volta insieme, un appello urgente alle istituzioni dell’Unione Europea: “Europa, sii fedele alla nostra casa comune“. Promossa in occasione della Settimana Laudato Si’, l’iniziativa vede tra i firmatari il Movimento Laudato Si’, Caritas Europa, CIDSE, ACLI, Federazione ACLI Internazionali, Azione Cattolica Italiana, Focsiv, diverse province gesuite, Pax Christi International, la Rete Ambientale Cristiana Europea (ECEN) e organismi come l’UISG e l’USG, in rappresentanza di oltre 600.000 religiosi e religiose.
L’appello chiede all’UE di rimanere salda nei suoi valori fondanti di dignità umana e bene comune, accelerando una transizione energetica equa. Il documento giunge in uno snodo politico cruciale: mentre l’Irlanda si appresta ad assumere la Presidenza del Consiglio dell’UE nella seconda metà del 2026 – in vista della prossima conferenza sull’uscita dai combustibili fossili che co-presiederà con Tuvalu all’inizio del 2027 – i leader europei stanno avviando i negoziati sul prossimo bilancio settennale dell’Unione.
“L’Europa si trova di fronte a una scelta radicale: guidare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili o schierarsi con le aziende più inquinanti, responsabili di metà delle emissioni globali di carbonio”, si legge nel documento. L’impatto sconcertante di queste multinazionali è evidenziato dal fatto che le 100 più grandi compagnie di petrolio e gas hanno incassato oltre 30 milioni di dollari all’ora in extra-profitti durante il conflitto in Iran, speculando sull’instabilità globale mentre alimentavano l’emergenza climatica.
Questa richiesta è sostenuta dall’opinione pubblica: l’ultimo sondaggio di Eurobarometro conferma che la stragrande maggioranza dei cittadini europei continua a sostenere un’azione climatica decisa. Inoltre, i benefici economici della transizione sono già visibili: nel solo mese di marzo 2026, l’energia solare ha fatto risparmiare all’Europa 3 miliardi di euro in importazioni di combustibili fossili, dimostrando che la svolta verso le rinnovabili è tanto un imperativo economico quanto un dovere morale.
«Questa campagna nasce in un momento critico, in cui la seconda crisi energetica globale in meno di cinque anni e i principali conflitti in corso evidenziano la nostra interdipendenza e vulnerabilità comune. L’Europa ha un’opportunità unica e la responsabilità morale di accelerare l’uscita dai combustibili fossili e passare all’energia pulita, anche attraverso l’introduzione di una tassa permanente sui profitti colossali delle compagnie fossili», ha dichiarato la dott.ssa Lorna Gold, direttrice esecutiva del Movimento Laudato Si’.
I firmatari esprimono profonda preoccupazione per il fatto che l’UE stia smantellando la propria legislazione ambientale, abdicando al ruolo di leader climatico globale. Troppo spesso la parola “semplificazione” ha portato a una vera e propria deregolamentazione – come nel caso del pacchetto legislativo “Omnibus” in discussione – che finisce per posticipare gli impegni climatici, aumentare la dipendenza dal fossile, indebolire i doveri di diligenza (due diligence) e tagliare le tutele sociali e ambientali.
«La transizione ecologica rappresenta un’importante sfida economica e, insieme, una grande questione umana e sociale, che interpella la responsabilità delle nostre istituzioni e comunità – afferma Giuseppe Notarstefano di AC – Come Azione Cattolica Italiana aderiamo alla campagna “Europa, sii fedele alla nostra casa comune”, perché crediamo in un’Europa capace di custodire la dignità delle persone, proteggendo i più fragili, e di generare futuro per le nuove generazioni.».
Rispondendo ai bisogni urgenti delle fasce più vulnerabili e all’accelerazione della crisi ecologica, in linea con le richieste dei leader ecclesiali del Sud del mondo per una transizione giusta oltre i combustibili fossili, queste comunità chiedono quattro azioni immediate:
- Eliminazione graduale dei combustibili fossili: Definire una strategia chiara per uscire dal carbone entro il 2030, dal gas entro il 2035 e dal petrolio entro il 2040, insieme a un divieto immediato di nuove esplorazioni e al blocco delle autorizzazioni per nuove infrastrutture fossili. È necessario ascoltare i moniti dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) – secondo cui non servono nuovi giacimenti – nonostante le pressioni di alcuni Stati membri dell’UE che continuano a spingere per nuove trivellazioni.
- Tassa sui profitti fossili e stop ai sussidi: Introdurre una tassazione permanente sui massicci profitti delle compagnie fossili. Tali fondi dovranno essere destinati al finanziamento della transizione energetica e al sostegno dei nuclei familiari più vulnerabili.
- Investimenti in energia pulita e sufficienza energetica: Incrementare massicciamente gli investimenti nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nell’elettrificazione, promuovendo al contempo il principio della “sufficienza energetica” (riduzione della domanda a monte) e un’economia circolare per il risparmio delle risorse.
- Finanza climatica e giustizia sociale nel bilancio UE: Il prossimo bilancio settennale dell’UE (QFP), che sarà finalizzato entro la fine del 2027, dovrà mettere al primo posto chi fatica a pagare le bollette energetiche, anziché tutelare gli interessi delle grandi multinazionali che accumulano miliardi di euro di profitti.
«Noi – Unione Europea – non dobbiamo fare passi indietro e dobbiamo, possiamo, preparare il nostro futuro investendo nella transizione ambientale. Contando sul vento, sul sole, sull’acqua e sull’intelligenza e impegnandoci per il superamento dei combustibili fossili. Cooperando con tutti i Paesi del mondo in una prospettiva non predatoria», dichiara Ivana Borsotto, Presidente Focsiv ETS. Mentre Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale ACLI chiede all’Europa di “non arretrare sugli obiettivi ambientali e sociali, ma di avere il coraggio di guidare una transizione giusta, fondata sulla pace, sul lavoro dignitoso e sulla solidarietà”.
“Ignorare chi soffre per la siccità o per la povertà energetica significa rinnegare la nostra comune umanità”, conclude l’appello, richiamando il monito lanciato da Papa Leone XIV alla COP30.
Oltre alla Fondazione Scalabriniana, tra le realtà firmatarie figurano istituzioni ecclesiali europee e nazionali, organismi episcopali, ordini religiosi, ONG socio-ambientali, reti di cooperazione internazionale, movimenti e comunità cristiane. Tra queste: Movimento Laudato Si’, Caritas Europa, CIDSE, Jesuit European Social Centre, Giustizia e Pace Europa, Pax Christi International, Iniziativa dei Cristiani per l’Europa, European Christian Environmental Network, New Humanity/Movimento dei Focolari, Provincia Euromediterranea della Compagnia di Gesù, Azione Cattolica Italiana, ACLI, AGESCI, FOCSIV, Fondazione Lanza, MASCI, VIS e oltre 100 altre sigle.
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