Svizzera | Ginevra | Global Refugee Forum Progress Review: la voce della Fondazione Scalabriniana

Dal 15 al 17 dicembre la Fondazione Scalabriniana ha partecipato a Ginevra al Global Refugee Forum Progress Review, un momento di verifica e confronto in vista del Global Refugee Forum 2027. Un’occasione non solo per fare il punto sugli impegni assunti, ma soprattutto per ascoltare, incontrare e dare voce alle realtà che ogni giorno operano accanto alle persone migranti e rifugiate.

Secondo Gaia Mormina, segretaria generale della Fondazione, il valore principale di questo spazio internazionale sta nella possibilità di riconoscersi come parte di una comunità più ampia:

«Il risultato più grande è poter conoscere il lavoro degli altri e creare una rete per far fronte a una situazione globale molto difficile. Ho incontrato persone che hanno voglia di ascoltare, di coinvolgersi, di fare cose insieme e, soprattutto, di non mollare».

Il Forum ha mostrato come, nonostante le difficoltà, esista ancora un tessuto vivo di organizzazioni e persone che continuano a credere nella cooperazione e nella responsabilità condivisa. Una rete necessaria in un contesto segnato da crescenti tensioni politiche e da una crisi profonda della cooperazione internazionale.

«Quello che stiamo vivendo oggi non è solo un momento di ostilità verso le ONG», sottolinea Mormina, «ma il risultato di scelte politico-economiche pensate da tempo, che oggi trovano la loro espressione più dura nella persecuzione delle persone più vulnerabili: uomini, donne e bambini». Scene che riportano alla memoria pagine buie della storia recente e che oggi sono una realtà documentata.

In questo scenario, il ruolo delle organizzazioni della società civile assume un significato ancora più forte.

«Il mondo della cooperazione internazionale è un mondo vivo, attivo, creativo e resiliente. È fatto di persone che non hanno alcuna intenzione di rassegnarsi e che, con pazienza, coraggio e responsabilità, continuano a lavorare per difendere i diritti umani».

Diritti che, come ricorda Mormina, non sono concetti astratti né parole lontane dalla vita quotidiana:

«Quando parliamo di diritti umani parliamo di cose semplicissime: bere acqua potabile, nutrirsi, respirare aria pulita, sentirsi al sicuro. Sono bisogni elementari, ma non tutti possono soddisfarli con continuità».

Difendere i diritti umani oggi significa dunque proteggere anche il nostro domani. Se oggi il bersaglio è il migrante o il rifugiato, domani potrebbe esserlo qualsiasi altra persona considerata “di troppo” o “fuori posto”. Per questo la voce di chi lavora ogni giorno accanto ai più fragili, come la Fondazione Scalabriniana, non parla solo di loro, ma anche per noi.

La partecipazione al Global Refugee Forum Progress Review conferma per la Fondazione Scalabriniana l’importanza di essere presenti nei luoghi del dialogo internazionale, portando la voce dei territori e delle persone incontrate ogni giorno. Perché dietro ogni impegno globale ci sono vite concrete, e difendere i diritti significa, prima di tutto, restare accanto a chi è più fragile.

Cristopher Montenegro
Fondazione Scalabriniana
Ufficio Comunicazione

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