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Un gommone con a bordo persone migranti, partito da al-Zawiya in Libia, si è capovolto il 6 febbraio a nord di Zuwara nelle acque del Mediterraneo centrale. Almeno 53 persone hanno perso la vita, tra cui due neonati innocenti. Solo due donne sono state tratte in salvo dalle autorità libiche: una ha perso il marito, l’altra i propri figli. L’OIM denuncia lo sfruttamento sulla rotta centrale e lancia un appello urgente: più cooperazione internazionale, percorsi migratori sicuri e regolari per smantellare le reti di contrabbando, salvando vite umane.
“Le vittime partivano da al-Zawiya, uno dei lager di violenze quotidiane”, denuncia Mediterranea Saving Humans. “Non tragedia inevitabile, ma risultato di politiche UE: frontiere chiuse, accordi con milizie, soccorsi criminalizzati. Quando le vie sicure sono negate, il mare resta l’unica opzione.” Marco Grimaldi di Avs è categorico: “Strage politica da porti chiusi e propaganda disumana”.
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Cristopher Montenegro
Fondazione Scalabriniana
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