Stati Uniti | Quando le famiglie non riescono più a trovare i propri cari

Un’inchiesta dell’Associated Press del 21 settembre 2026 riferisce che l’ICE, l’agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane, avrebbe rimosso dal proprio sistema pubblico di ricerca migliaia di persone detenute con un ordine definitivo di espulsione.

Secondo alcuni funzionari ed ex funzionari, la modifica sarebbe stata introdotta il 15 settembre, senza un annuncio pubblico. Da allora, diversi avvocati hanno segnalato la scomparsa dei propri assistiti dal portale utilizzato per cercare informazioni sulle persone detenute.

Per le famiglie, questo significa non sapere dove si trovi un proprio caro, se sia stato trasferito o se sia ancora detenuto. Per gli avvocati, significa avere più difficoltà a individuare la struttura in cui si trova una persona e a intervenire in tempo per tutelarne i diritti.

La preoccupazione è particolarmente forte nei casi in cui sia necessario presentare rapidamente un ricorso, chiedere una sospensione dell’espulsione o verificare la possibilità di una cauzione. Quando le informazioni diventano più difficili da reperire, anche l’accesso alla difesa rischia di essere compromesso.

Secondo i dati citati dall’Associated Press, a luglio quasi 16.000 persone detenute nei centri dell’ICE avevano già ricevuto un ordine definitivo di espulsione. Nello stesso periodo, oltre 65.000 persone si trovavano nel sistema detentivo dell’agenzia.

Esistono alcune eccezioni: in determinate strutture, provvedimenti giudiziari impongono all’ICE di registrare tempestivamente le persone detenute nel sistema pubblico. In altri casi, però, famiglie e legali devono affrontare un percorso più difficile per ottenere informazioni essenziali.

L’ICE non ha confermato né smentito la modifica. L’agenzia ha dichiarato di dare priorità alle espulsioni delle persone con ordini definitivi, richiamando anche i provvedimenti giudiziari che bloccano singoli allontanamenti.

Dietro ogni voce che scompare da un sistema ci sono una persona, una famiglia e una storia. Sapere dove si trova chi è detenuto non è soltanto una questione amministrativa: è una condizione necessaria per mantenere i contatti e poter esercitare il diritto di difesa.

Fonte: Inchiesta di Ryan J. Foley, Associated Press, 21 settembre 2026

Fondazione Scalabriniana

Ufficio Comunicazione e Advocacy

Vuoi unirti a noi? 

Visita il sito della Fondazione Scalabriniana: https://scalabrinianfoundation.org/

Contattaci al +39 371 17909420, 

Scrivi a info@scalabrinianfoundation.org

Facebook
WhatsApp
Email
Dona Ora
Fondazione Scalabriniana
 
Bonifico bancario
Codice IBAN:
IT52 S 05034 03259 000000310122
 
Codice SWIFT:
BAPPIT21D21
 
Dona il tuo 5×1000
Codice fiscale: 96517500581