Per tre giorni, a Roma, decine di volontari hanno alternato formazione e servizio accanto alle persone più fragili. È questa la formula di “Hope & Act”, un’esperienza che unisce riflessione e azione sui temi delle migrazioni, del lavoro e della dignità.
Alle parole sono seguiti i gesti concreti: dalla preparazione dei pasti alla loro distribuzione nelle aree delle stazioni ferroviarie di Tuscolana e San Pietro, dove vivono molte persone in condizioni di marginalità.
Al campo hanno partecipato volontari di tutte le età, insieme alle associazioni COMI, AVAZ, RomAmoR e SAL.
“Quello che più mi porto a casa è l’incontro con così tante persone che, nella vita di tutti i giorni, mettono a disposizione tempo ed energie perché credono nei progetti di cui fanno parte.”
(Lucia Grasso, volontaria)
“Credo che un’esperienza così sia molto utile per capire quanta difficoltà c’è in giro per la nostra città.”
(Gianluca Giovannelli, volontario)
Il percorso continua oltre Roma. Alcuni volontari si preparano infatti a partire per il Brasile, presso l’Instituto Migrações e Direitos Humanos (IMDH): Fulvia sarà impegnata a Roraima, mentre Riccardo opererà a Brasilia, accanto a migranti, rifugiati e comunità locali. Qui la Fondazione sostiene interventi di orientamento legale e socio-sanitario che raggiungono ogni anno circa 22.000 persone in transito, tra cui molte donne e minori.
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Fondazione Scalabriniana
Ufficio Comunicazione e Volontariato
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