Da più di 20 anni il Centro de Atención al Migrante Retornado (CAMR), situato direttamente sulla pista di atterraggio dell’aeroporto di La Lima e gestito dalle Suore Missionarie Scalabriniane dell’Honduras – AHS, accoglie migranti deportati dagli Stati Uniti e dal Messico.
A partire da gennaio 2025, il centro ha registrato un forte incremento degli arrivi, come conseguenza del rafforzamento delle politiche migratorie statunitensi e dell’accelerazione delle procedure di deportazione. Al CAMR i voli di deportazione sono diventati una presenza quotidiana e sempre più intensa. Gli arrivi prevedono più aerei nello stesso giorno, tutti i giorni della settimana, e richiedono una gestione rapida di persone stanche, disorientate e in condizioni di forte vulnerabilità fisica e psicologica. Solo da gennaio a maggio 2026 sono rientrati più di 17 mila honduregni. Circa l’80% della popolazione ritornata è composta da uomini, molti dei quali arrivano dopo lunghi periodi di detenzione negli Stati Uniti.
Il lavoro svolto dagli operatori del CAMR va quindi ben oltre la semplice assistenza materiale immediata. Gli operatori non si occupano soltanto di fornire beni di prima necessità, ma anche di offrire un primo orientamento umano, sociale ed emotivo in un contesto estremamente fragile.
Il ruolo del CAMR nell’accoglienza immediata
Il CAMR è il principale punto di arrivo per le persone deportate in Honduras. Qui i migranti ricevono assistenza immediata attraverso la distribuzione di alimenti e kit igienici, una prima valutazione medica e psicologica, oltre a informazioni sui servizi disponibili e sulle possibilità di supporto. Particolare attenzione viene dedicata ai casi più vulnerabili, tra cui persone malate, individui con traumi legati alla detenzione e migranti privi di qualsiasi rete di sostegno. Il centro fornisce inoltre supporto logistico per permettere alle persone di raggiungere, per quanto possibile, le proprie comunità di origine attraverso biglietti di trasporto.
Molte persone ritornano senza documenti d’identità, poiché tali documenti spesso non vengono restituiti dalle autorità durante la detenzione o le procedure di deportazione. In numerosi casi, i migranti arrivano inoltre privi degli effetti personali che possedevano al momento dell’arresto, tra cui denaro e telefoni cellulari. Questo aumenta ulteriormente la vulnerabilità delle persone che si trovano già in condizioni estremamente precarie.
L’impatto psicologico della detenzione e della deportazione è particolarmente evidente. Molti migranti arrivano profondamente traumatizzati; altri presentano patologie psichiatriche pregresse aggravate durante la detenzione, anche a causa della mancanza di cure adeguate e del forte isolamento vissuto. Tra i genitori deportati, la preoccupazione principale riguarda sempre i figli rimasti negli Stati Uniti, lontani e senza la certezza di quando potranno rivederli.
Per la maggior parte di loro, il primo bisogno urgente al momento dell’arrivo è semplicemente riuscire a comunicare con la propria famiglia per far sapere di essere vivi e tornati in Honduras. Molti deportati hanno lasciato l’Honduras anni o addirittura decenni fa e non mantengono più legami stabili con il paese. Una volta rientrati, si ritrovano spesso in un ambiente ormai sconosciuto, senza risorse economiche, reti di supporto o persino la capacità di orientarsi nel territorio.
Casa Guadalupe: accoglienza e accompagnamento umano
Per i migranti che non possono rientrare nelle proprie comunità, AHS offre la possibilità di un’accoglienza temporanea presso Casa Guadalupe, uno spazio pensato per persone in condizioni di particolare vulnerabilità, inclusi nuclei familiari e persone prive di qualsiasi rete di sostegno in Honduras. Il lavoro svolto è fortemente orientato all’accompagnamento umano e psicosociale, con l’obiettivo di sostenere le persone durante la prima notte — e spesso anche nei primi giorni — successivi al ritorno nel paese.
Dopo la registrazione, le persone accolte a Casa Guadalupe possono usufruire di uno spazio sicuro dove riposare, ricevere un pasto caldo e partecipare ad attività di supporto psicologico di gruppo, attraverso risoterapia e meditazione.
Solo dal 27 marzo di quest’anno, data della sua inaugurazione, Casa Guadalupe ha già accolto 165 migranti ritornati, rispondendo a un bisogno umanitario sempre più urgente legato all’aumento delle deportazioni e dei rimpatri forzati, diventando un punto di riferimento fondamentale per evitare situazioni di ulteriore marginalizzazione e abbandono.
Fondazione Scalabriniana
Ufficio Comunicazione e Progetti
Se vuoi saperne di più
Visita il sito della Fondazione Scalabriniana: https://scalabrinianfoundation.org/
Contattaci al +39 371 17909420,
Scrivi a info@scalabrinianfoundation.org