Con il sostegno dei fondi dell’8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, il progetto “Una sola speranza” rafforza l’impegno della Fondazione Scalabriniana a favore dell’accoglienza e dell’inclusione delle persone migranti e rifugiate in Italia. In questo percorso si inserisce anche l’esperienza di Viola Merli e Omar Mendoza, volontari del Servizio Civile Universale.
“Abbiamo passato un anno alla riscoperta di noi stessi”: così i due volontari raccontano un cammino iniziato nel giugno 2025 e vissuto accanto a persone migranti e rifugiate, tra servizio, relazione e apprendimento.
Nei primi mesi, durante la pausa estiva della scuola di italiano, Viola e Omar hanno affiancato la preparazione delle attività del nuovo anno, entrando gradualmente nella vita del Centro e conoscendone il ritmo quotidiano. Con l’avvio delle lezioni, i corsi di italiano, dal livello A0 all’A2, hanno accolto studenti provenienti da contesti molto diversi, trasformando il Centro in uno spazio vivo di incontro, confronto e crescita reciproca.
“È stata una bellissima esperienza, ci siamo sentiti a casa”: nelle loro parole emerge il senso profondo di una comunità costruita passo dopo passo, fondata su ascolto, scambio e fiducia.
Durante l’anno, Viola e Omar hanno maturato competenze concrete e diversificate, imparando a organizzare lezioni, volontari, eventi e corsi di specializzazione, a gestire emergenze amministrative e aspetti burocratici, ma soprattutto a comunicare e ad ascoltare persone che non parlavano la loro lingua e non condividevano le loro stesse usanze. A rendere tutto ancora più significativo è stato il calore delle suore scalabriniane di Piacenza, sempre pronte ad accoglierli con un sorriso.
A Piacenza, il progetto “Una sola speranza” sostiene anche corsi di cucito, cucina, cura della persona e lingua, offrendo strumenti concreti di autonomia e inclusione. Un impegno fondato sulla convinzione che l’accoglienza sia un cammino comune, capace di generare relazioni e costruire futuro.
“Usciamo da questa avventura con più consapevolezza sul mondo che ci circonda e con più speranza in una società futura più unita e inclusiva: dove le differenze non sono un peso, ma un punto di forza”, concludono Viola e Omar, racchiudendo il senso di un anno che li ha cambiati e il valore del servizio vissuto al Centro Migranti Scalabrini.
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