A sei mesi dall’avvio del progetto “Una Sola Speranza” finanziato dalla CEI 8×1000, le nostre sedi di Piacenza, Messina e Siracusa sono diventate case vive che offrono supporto ai migranti sotto diversi aspetti. Guardando al percorso svolto in questi mesi, siamo lieti di comunicare che abbiamo raggiunto 450 beneficiari, ben 150 in più dei 300 previsti prima di cominciare il progetto!
Piacenza
Al Centro Migranti Scalabrini abbiamo aperto le porte a quasi cento persone: mamme, papà, giovani lavoratori, persone che ogni mattina dalle 9 alle 11 seguono i nostri corsi di italiano pensati su misura. C’è chi parte da zero e chi vuole migliorare il proprio livello di italiano. Ogni persona, non appena entra, viene sottoposta a un test valutativo per capire il livello di partenza e poterla inserire nella classe più adatta. In questo processo è fondamentale il supporto dei nostri 16 volontari che si occupano di sostenere le persone del centro, svolgere le lezioni e fornire loro assistenza laddove necessario, perfettamente in linea con la nostra missione in quanto Fondazione Scalabriniana.
Messina
A Messina l’attività è altrettanto intensa: corsi intensivi di italiano per universitari e adulti delle comunità indiane e srilankese si alternano alla preparazione CPIA per quattro adolescenti determinati. Il doposcuola accoglie venti minori srilankesi, e otto bambini ricevono accompagnamento linguistico per l’inserimento scolastico. Dal 17 settembre è attivo il sostegno umanitario e legale che ha già facilitato diversi inserimenti scolastici.
Siracusa
A Siracusa, le suore scalabriniane tessono una rete fittissima di attività settimanali. Ogni lunedì, presso la Parrocchia Sacro Cuore, offriamo un servizio di aiuto scolastico e doposcuola, con l’obiettivo di promuovere l’inserimento e l’apprendimento dei minori nel contesto scolastico e supportare le loro famiglie. Ogni martedì, sei adulti migranti appena arrivati imparano l’italiano. Il giovedì, ventisei ospiti, di cui quindici bambini, giocano e imparano insieme. Il venerdì, sei uomini ex carcerati ricevono il supporto delle suore Scalabriniane nell’apprendimento della lingua italiana. La settimana si conclude il sabato, quando quaranta ragazzi si riuniscono per la catechesi, che diventa anche un momento di crescita condiviso con le mamme. Parallelamente, Suor Monica Tozzi, dall’Ufficio Diocesano Migrantes, sta sensibilizzando le scuole superiori sulle storie dei minori non accompagnati.
Ogni lezione, ogni sorriso, ogni passo avanti è un mattone per costruire comunità più aperte e solidali.
Chiara Manzione
Fondazione Scalabriniana
Volontaria di Servizio Civile Universale
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